"la clase operaia è andata all'inferno"

giovedì 18 marzo 2010

mercoledì 3 marzo 2010

L'articolo 18 non si tocca!


martedì 23 febbraio 2010

DIRITTI E MANGANELLI, LA SAGA INFINITA.

Ringraziamo i Padroni e il governo per i manganelli ai cancelli FIAT; la solita risposta di sempre!

Ma oggi vorrei parlare con te giovine virgulto dalla divisa blu.
Caro poliziotto, caro Carabiniere, con tutto il rispetto che devo alla tua persona, al ruolo che ricopri... forse, ti chiedo: tornando a casa, da solo allo specchio, ti sei sentito forte e virile o strumento, pedina, di un gioco al massacro degli ultimi?
Se tra quegli operai che gridavano lavoro ci fossi stato tu? Che avresti fatto? Quegli operai, quei lavoratori, chiedono solo pane e dignità....
Se ti sei sentito forte e virile per il rispetto ricevuto, per la forza del branco bardato, allora lascia stare.
Se mi mozzica il cane mi lamento col padrone, certamente non mi metto a discutere con la bestia.

Saluti



sabato 13 febbraio 2010

lunedì 11 gennaio 2010

[di Abdullah Ocalan]

Saluto con grande rispetto tutti i lettori de il manifesto e le amiche e gli amici in Italia.

Un mio ringraziamento particolare va al vostro giornale che mi consente in questo modo la possibilità di esprimere le mie opinioni.

L'Italia è un paese che per me ha un significato tutto particolare.

Non solo perché nel novembre del 1998 la ricerca di una soluzione democratica della questione kurda mi ha condotto a Roma, ma anche per la grande considerazione che nutro nei confronti della storia italiana e delle lotte di liberazione che vi si sono svolte.
Nel mio libro più recente dal titolo La democratizzazione della cultura mediorientale ho dedicato alcune pagine all'Italia e al suo ruolo. Spero che avrò presto l'opportunità di condividerlo coi lettori. Di persona forse una comunicazione diretta non sarà mai possibile a causa del mio isolamento.


Della congiura internazionale che da Roma mi ha portato sull'isola di Imrali vorrei parlare in un altro momento. Non solo per discutere del significato storico di questo evento per i kurdi, ma anche delle strutture di potere del sistema globale e del carattere delle relazioni internazionali. Penso che questo potrebbe interessare anche alla parte progressista dell'opinione pubblica europea.

Io stesso ho tratto degli insegnamenti storici dalla mia odissea durata tre mesi che mi ha condotto a Atene, Mosca e Roma.

Il concetto centrale che si trova nei miei libri più recenti è il concetto di «spirito moderno capitalista», che in questa mia avventura ho conosciuto da vicino, insieme alle sue mille maschere ed armature. Se non fosse stato così, non sarei mai giunto alle conclusioni alle quali sono arrivato. Sarei forse rimasto attaccato ad un semplice nazionalismo di tipo statalista, oppure alla fine sarei diventato parte di un movimento classico di sinistra, come molti prima di me. Come persona pensante orientata verso le scienze sociali, non voglio trarre alcuna conclusione definitiva, tuttavia parto dal presupposto che non sarei mai potuto giungere alle mie analisi odierne.

Una conclusione fondamentale vorrei però sottolineare. La vera forza dello spirito moderno capitalista non si trova né nel suo denaro, né nelle sue armi. La sua vera forza è rappresentata dalla capacità di soffocare come per magia nel proprio liberalismo tutte le utopie, inclusa l'utopia più recente e forte, quella del socialismo. Finché non riusciremo a capire come l'intera umanità possa essere trattenuta nel vortice del liberalismo, persino la più consapevole scuola di pensiero non potrà essere altro che un lacchè del capitalismo, per non parlare della possibilità di combatterlo.

Insieme al popolo kurdo, combatto non solo per la nostra identità e la nostra esistenza. La nostra battaglia è rivolta anche contro l'ideologia dominante dello spirito moderno capitalista e cerca di portare dalla Mesopotamia, la culla dell'umanità, un contributo per la creazione di un'alternativa, che noi chiamiamo «spirito moderno democratico».

In un contesto di paranoia globale del terrorismo, i tentativi dello stato turco di etichettare la nostra lotta democratica come «terrorista», per noi non sono altro che il gioco della propaganda di vecchia conoscenza. La mentalità dello stato turco di negare fino ad oggi al popolo kurdo i diritti umani fondamentali, non si discosta molto dalla mentalità autoritaria, altrettanto fascista, che nel ventesimo secolo aveva messo piede in Germania ed in Italia.

Ancora oggi la stato turco perpetra un genocidio politico, economico e culturale nei confronti dei kurdi. Al quale il popolo kurdo oppone una resistenza dura ed organizzata. Contro il nazionalismo sciovinista e fascistoide che nel frattempo porta avanti una cultura del linciaggio ovunque vivano i kurdi, continuo la mia ricerca di una soluzione pacifica e democratica. A partire dal 1993 ad oggi ho fatto numerose proposte e passi concreti. Il cessate il fuoco unilaterale del 1999, l'anno della crisi, mantenuto nonostante i vari attacchi, il ritiro della guerriglia dal territorio della Turchia e le delegazioni di pace simboliche dall'Europa e dai monti Kandil, sono solo una piccola parte dei tentativi di pace. Il fatto che anche nel 2009 le armi abbiano taciuto unilateralmente ed una delegazione di guerriglieri sia giunta in Turchia dai monti Kandil, deve servire come prova della continuità e della perseveranza dei miei tentativi di pace.

Nonostante tutto l'atteggiamento dello stato turco non è cambiato. I nostri sforzi in direzione della pace continuano ad essere sottovalutati e vegono indicati come segno di debolezza. Continuano le operazioni militari e gli attacchi contro la popolazione. Tutte le istituzioni statali continuano a gridare ad una sola voce: «Liquidateli!». La manovra diversiva più subdola la sta facendo l'attuale governo dell' AKP, che vuole far credere agli stati europei di operare per la democratizzazione e la soluzione della questione kurda.

E' lo stesso governo che ha fatto leggi grazie alle quali le prigioni turche sono piene di bambini kurdi, e grazie alle quali recentemente a Sirnak cinque bambini sono stati condannati a 305 anni di prigione. Grazie a questo governo è stato possibile vietare il Partito per una Società Democratica (DTP). Ed è sempre questo governo che umilia i kurdi, portando via in manette i sindaci kurdi da loro eletti, rievocando immagini di deportazioni in campi di concentramento.

Il popolo kurdo non smetterà mai di lottare per i propri diritti fondamentali. Continuerà ad organizzarsi per il raggiungimento della dignità e di una vita libera. Otterrà la libertà lottando con mezzi democratici, ma anche rivendicando il diritto all'autodifesa. Non ho il minimo dubbio.

A conclusione di quest'articolo scritto all'inizio di un nuovo anno, auguro al popolo italiano un felice 2010. Possa quest'anno portare alla liberazione dei popoli, delle classi e dei generi oppressi.

Traduzione di Simona Lavo
Da Il Manifesto

lunedì 7 dicembre 2009

A PUGNO CHIUSO!

(riporto dal sito cpafisud.org)
LA VOCE DEI COMPAGNI

Un terrazzino, quello della mia cella, lo sgabello, un pacchetto di sigarette.
La musica che entra dentro le mura.
La musica, quella dei compagni, della solidarietà, quella che qua dentro mette i brividi sulle braccia e lungo la schiena.
Poi il carcere risponde!
Marocchini, rumeni, albanesi, italiani, molti picchiano con i pentolini sulle sbarre di cemento e in coro si alza una parola che tutti capiscono.
Molti stanno urlando LIBERTA', LIBERTA', LIBERTA'!
La vostra voce è entrata!
Da qui, in lontananza, si sentono anche le voci del femminile, dall'altra parte del carcere, si sbracciano, urlano anche loro.
La voce dei compagni entra, colpisce e torna fuori carica di forza.
Molti qua recepiscono e, anche se schiacciati da una realtà di sbarre, mura di cinta e cemento, almeno in questo istante, tirano fuori rabbia, passione e voce.

TUTTI LIBERI!

Un abbraccio grande a tutti e a presto.
A PUGNO CHIUSO

Mannu

venerdì 20 novembre 2009

Il denaro pesa più dell'acqua (di Padre Alex Zanotelli)

E' stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell'acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l'articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010.

Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l'Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l'accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l'articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
a)L'affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b)Cessazione degli affidamenti ‘in house' a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell'acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l'acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell'acqua. L'opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell'acqua, bene supremo oggi insieme all'aria! E' la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E' il trionfo del Mercato, del profitto. E' la fine della democrazia.

"Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell'acqua -non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni."
Per questo dobbiamo denunciare con forza:

- il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d'Italia. "Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell'Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia."
- il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell'acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
- ed infine tutta l'opposizione, per non aver portato un problema così grave all'attenzione dell'opinione pubblica.


Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l'acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.
E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.

Chiediamo alle Regioni di:

- impugnare la costituzionalità dell'articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
- varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.


Chiediamo ai Comuni di:

- Indire Consigli Comunali monotematici sull'acqua;
- dichiarare l'acqua bene di non rilevanza economica;
- fare la scelta dell'Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque.

Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l'attuale legislazione .
Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.

Chiediamo ai sindacati di :

- pronunciarsi sulla privatizzazione dell'acqua tramite i propri segretari nazionali;
- mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell'acqua.

Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :

- proclamare l'acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell'enciclica Caritas in veritate dove parla "dell'accesso all'acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni"(n.27);
- protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell'enciclica,contro la legge che privatizza l'acqua;
- chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l'acqua non diventi merce.

Infatti l'acqua è sacra, l'acqua è vita, l'acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l'acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua' , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.

Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.

Alex Zanotelli

martedì 10 novembre 2009

ATTACCHI FASCISTI STILE VENTENNIO NELLA FABBRICA OCCUPATA

(loro, i padroni, sfruttano mezzucci da ventennio per reprimere le lotte di chi difende il proprio posto di lavoro e io sarei il pazzo perchè il comunismo è vecchio, i tempi sono cambati e ecc ecc?)



(da http://www.eulav.net/)
Stamattina intorno alle cinque un gruppo comandato da Samuele Landi, il responsabile della sicurezza Eutelia e numerosi picchiatori mercenari (una 15 di persone in tutto), sono entrati nella sede di via Bona forzando l'ingresso e presentandosi come poliziotti. I presunti poliziotti hanno chiesto ai presidianti di consegnare i documenti di riconoscimento. All'interno della sede, insieme ai colleghi del presidio, era presente un giornalista della RAI che ha filmato quanto stava accadendo. I colleghi del presidio si sono subito accorti che gli intrusi non erano poliziotti ed hanno immediatamente contattato la questura che ha fatto prontamente intervenire le forze dell'ordine. Al momento del loro arrivo la "compagnia" era ancora tutta nella azienda. Samuele Landi è stato portato in questura e i suoi compagni sono ancora nella sede piantonati dalle forze del'ordine. Nel frattempo molti colleghi, le OOSS e rappresentanti delle forze politiche sono arrivati nella sede di via Bona.

lunedì 2 novembre 2009

Intimidazione fascista a radio popolare milano

PARE CHE I FASCI (SI DEFINISCONO COSI' NELLO STRISCIONE COME POTETE LEGGERE TUTTI) ABBIANO TENTATO DI ENTRARE IN RADIO MA, AVENDO TROVATO LA PORTA CHIUSA, HANNO DECISO DI LASCIARE LO STRISCIONE DELLA FOTO SOPRA E NUMEROSI ADESIVI DI CASAPOUND E BLOCCO STUDENTESCO. PARE CHE IL LORO PROBLEMA SIA L'ATTENZIONE ECCESSIVA PRESTATA DALLA RADIO ALLE VARIE INIZIATIVE FASCISTE E ANTIDEMOCRATICHE IN PROVINCIA DI MILANO.

domenica 1 novembre 2009


Per i non toscani segnalo WWW.FUORIBINAIO.ORG


Giornale di "strada" dei senzatetto fiorentini sempre ricco di articoli interessantissimi che ci fanno guardare la realtà da un punto di vista "altro".
Un punto di vista sicuramente diverso da quello nostro, cari compagnucci dai guanti bianchi.

Un punto di vista lontano dall'assistenzialismo, dalle pippe mentali e dalle pippe primarie ma, sicuramente intriso di autorganizzazione e voglia di riscatto sociale.
(...) con le bandiere rosse di Trotzky al vento...

sabato 24 ottobre 2009

AMANTEA, LA CALABRIA CHE RIFIUTA, LA CALABRIA RIFIUTATA. (sottotitolo: QUESTA VOLTA E' TOCCATO A NOI!)


LA CALABRIA CHE R-ESISTE, LA CALABRIA CHE RIFIUTA!
DA POCO SI E' CONCLUSA LA MANIFESTAZIONE PER CHIEDERE VERITA' E GIUSTIZIA PER LA MALSANA GESTIONE DEL TERRITORIO CALABRESE E ITALIANO IN GENERE.
INUTILE PRECISARE CHE LA RIVOLTA CALABRA PARTE DALLE INCHIESTE DELLA MAGISTRATURA SULLE FAMOSE NAVI DEI VELENI; E' NECESSARIO SOTTOLINEARE INVECE CHE IL PROBLEMA AMBIENTALE NON RIGUARDA SOLO LE SCORIE IN MARE MA, RIGUARDA ANCHE L'ENTROTERRA CALABRESE.
NON MOLTI SANNO CHE A CROTONE LA 'NDRANGHETA PER CONTO DI IMPRENDITORI E DELLO STATO, NELLE VESTI DELL'AGIP, PARE ABBIA COSTRUITO EDIFICI SCOLASTICI E STRADE CON I RIFIUTI INDUSTRIALI, MISCHIANDOLI DIRETTAMENTE CON LA CALCE, RESIDUI DELLA PRODUZIONE DELLA PERTUSOLA SUD E DELLA MONTEDISON; QUINDI ENI, QUINDI LO STATO.
IN QUESTI FRANGENTI, SOLITAMENTE, SI TENTA DI PUNTARE IL DITO VERSO TIZIO COLPEVOLE DI ESSERE IMPRENDITORE SENZA SCUPOLI O, CONTRO CAIO AMMINISTRATORE CORROTTO DI TURNO.
BENE, NON NEGO ASSOLUTAMENTE CHE GIUSTIZIA VADA FATTA, CHE VADANO PUNITE "LE MELE MARCE", GLI "SPECULATORI", TUTTAVIA, LE VERE RESPONSABILITA' ,MI CHIEDO, NON DEBBANO ESSERE ATTRIBUITE AD UN SISTEMA, QUELLO DEL CAPITALE.
TROPPO SPESSO ACCADE CHE IMPRENDITORI NEL CICLO DEI RIFIUTI DECIDANO DI TAGLIARE LA FILIERA, DI TROVARE DELLE SCAPPATOIE, PER RISPARMIARE E INTASCARSI PIU' DENARO DI QUANTO GIA NON ABBIANO.
ORA, L'AVVENIMENTO E' ECLATANTE, CI INDIGNA, PERCHE' TOCCA DIRETTAMENTE IL SUD DELLA NOSTRA PENISOLA, MA QUANTE VOLTE, MI CHIEDO, HA "TOCCATO" GLI ALTRI SUD DEL MONDO.
IL PROBLEMA E' CHE IN UN SISTEMA ECONOMICO SOCIALE COME QUELLO CAPITALISTICO PER POTER CAMPARE NELL'OZIO, UNA REGIONE, UN PAESE, UN CONTINENTE UN PADRONE SONO "COSTRETTI" A RICORRERE ALLO SFRUTTAMENTO DI ALTRI.
E' SCONTATO, E' DIALETTICA!
IL NORD CONTRO IL SUD, IL PADRONATO CONTRO IL PROLETARIATO.
PER FAVORE BASTA IPOCRISIE, BASTA GRIDARE ALLO SCANDALO, IL NOSTRO OZIO SI REGGE SULLO SFRUTTAMENTO ALTRUI, SEMPLICEMENTE QUESTA VOLTA E' TOCCATO A NOI, SEMPLICEMENTE QUESTA VOLTA QUALCUNO PIU' RICCO E POTENTE DI NOI CI HA SFRUTTATO COME NOI FACCIAMO DA SECOLI CON ALTRI.
RICORDO A COLORO CHE NON VOGLIONO CREDERE IN QUELLO QUI AFFERMATO CHE LE NAVI DEI VELENI PROBABILMENTE SONO RICOLME DEI RIFIUTI DELLE GRANDI INDUSTRIE DEI NORD DEL MONDO CHE HANNO CONSIDERATO IL MEDITERRANEO ALLO STESSO MODO IN CUI NOI CONSIDERIAMO DA ANNI AFRICA, ASIA ECC.
LE MAGIE DEL CAPITALE!

venerdì 23 ottobre 2009

ROODSTOCK 1992. VI RICORDA QUALCOSA?

VI CONSIGLIO DI GUARDARE TUTTE E TRE LE PARTI. E' UN DOCUMENTO POCO CONOSCIUTO MA MOLTO INTERESSANTE!







mercoledì 21 ottobre 2009


Alessandro, Elisabetta ed Alessandro LIBERI SUBITO!

Per la loro immediata liberazione, per la cancellazione delle denunce, per ribadire che la repressione non fermerà tutti coloro che non accettano di subire passivamente la violenza del sistema, in solidarietà ai compagni massesi sotto processo per la vicenda delle ronde popolari antifasciste ed antirazziste, per la chiusura dei covi nazifascisti, contro la criminalizzazione dell'antifascismo militante.

Sabato 24 Ottobre 2009 Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la repressione Concentramento ore 16:00 presso la Stazione di Pistoia

giovedì 15 ottobre 2009

MA.....LA CRISI NON ERA FINITA? (CAPITOLO II)

Una ventinadi operai della ditta Costa di Albiano Magra sono saliti sul tetto della sede del Comune di Aulla (Massa Carrara) per protestare contro la chiusura della ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. L’azienda, che ha in totale 43 operai, lunedì scorso aveva "serrato" i cancelli sia ai lavoratori sia ai camion e ai mezzi della Manutencoop, la ditta che trasporta rifiuti all'interno della Costa Mauro per conto della comunità montana.

A Belluno, alla Ideal Standard, operai sul tetto dell'azienza contro il taglio di 25o posti.

Sempre sui tetti gli operai della ESAb in provincia di Milano, tuttora in mobilità.

Poi quelli della Lasme di Melfi, poi i Precari della scuola, poi gli studenti, poi i lavoratori della Vallecrati a Cosenza, poi.....

venerdì 25 settembre 2009

10 anni dopo... il fantasma di Seattle

(da INFOAUT.ORG)
Era il 1999 (sono già passati 10 anni!) e le contestazioni al vertice dei G8 che si teneva a Seattle, annunciava al mondo la nascita di un nuovo soggetto politico, transnazionale ma ostile alla globalizzazione capitalista.

Per diversi giorni, i nuovi attivisti (poi ribattezzati 'No Global') riuscirono a lavorare insieme ai sindacati più tradizionali, ecologisti e anarchici assieme agli edili, nativi e pronipoti delle black panthers di fianco ai Teamsters del trasporto, arrivando persino a bloccare lo svolgimento del vertice.

La ricchezza di quel movimento composito e determinato metteva all'ordine del giorno issues

Da allora molto è cambiato. L'11 settembre e gli altri attentati qaedisti hanno chiuso gli spazi di agibilità e mobilitazione in quasi tutto il mondo anglosassone. Nell'Europa continentale è stata soprattutto una dirigenza moderata e volta all'istituzionalizzazione ad aver affossato le spinte più genuine e radicali del movimento.

Negli ultimi due anni le cose sembrano però in procinto di cambiare. La crisi finanziaria ha svelato limiti e nefandezze di un modello di sviluppo e accumulazione sempre più ingordo, che ingoia e gioca alla roulette delle borse internazionali la stessa sfera riproduttiva. Licenziamenti di massa e impoverimento generalizzato nell'Occidente, crisi alimentari e assalti ai forni in un "terzo mondo" ormai completamente integrato... E' come se il Capitalismo mostrasse le sue crepe nell'incapacità di mantenere le promesse di benessere e ricchezza per tutt*.

L'elezione di Obama è stata segno di questo cambiamento di percezione ma il suo operato è ben lungo dall'incidere là dove ce n'è bisogno: la Sanità per tutt* resta un miraggioGlobal War against Terror un pantano senza exit strategy che continua a lasciar dietro di sé solo morte e distruzione.

Il G20 che si sta svolgendo a Pittsburgh in questi giorni sembra proprio incorniciare uno strano anniversario: il summit non porterà a nessun 'radical change', limitandosi a generiche indicazioni normative per i mercati finanziari mentre le mobilitazioni e la voglia di conflitto sembrano indicare che, anche negli States, Obama non può bastare.

che anticipavano le trasformazioni e gli incubi a venire di un modello di sviluppo non più a lungo sostenibile. Due anni dopo, al G8 di Genova, il movimento seppe mostrare una radicalità fino allora inedita, conquistando una visibilità mondiale e mettendo seriamente in ansia i padroni del mondo, spaventati dall'idea che quelle giornate potessero ripetersi ai quattro angoli del globo. irraggiungibile e la
La palla, ancora una volta, ripassa ai movimenti...

venerdì 4 settembre 2009

NEWS DAI TETTI BRUZI

(da infoaut.org)

Altri operai sui tetti, per protesta, riproducendo la pratica iniziata dagli operai della Innse e ripresa ripetutamente da tante lotte del mondo del lavoro durante l'estate ed in questi primi giorni di settembre. Iniziativa (la salita sui tetti) capace ancora di attirare le attenzioni di media e politica, ovviamente con la finalità di porre con forza e determinazione i problemi, cercando di conquistare il possibile dalla vertenza, giocando su rapporti di forza più favorevoli.

Ieri sera gli operai della Vallecrati di Cosenza, società che si occupa della raccolta dei rifiuti nell'hinterland cosentino, si sono barricati sul terrazzo della sede amministrativa della Provincia, l'ex Palazzo Carime di via Popilia. Gli accessi sul tetto sono stati bloccati da catene, per impedire alla polizia di accedervi. Chiedono un incontro urgente con le istituzioni, pretendendo che si facciano carico anch'esse della drammatica situazione in cui versano centinaia di operai.

La protesta è innanzitutto una richiesta di immediato pagamento delle ultime 3 mensilità che non sono state corrisposte agli operai. "Non scenderemo se non ci daranno quanto ci spetta e vogliamo anche garanzie sul nostro futuro", dicono gli operai che stanno occupando il terrazzo. Il prossimo 17 settembre si discuterà in tribunale l'istanza di fallimento della Vallecrati, è a rischio il lavoro di 350 dipendenti.

Nel frattempo la raccolta dei rifiuti è bloccata già da 2 giorni, la città è in più punti sommersa dalla monnezza, gli operai restano ancora in occupazione, altri si sono radunati in presidio di solidarietà sotto il palazzo, vigili del fuoco polizia e carabinieri continuano ad affluire in direzione della Provincia.


lunedì 31 agosto 2009

SI LOTTI DAI TETTI!

(fonte partito sociale)
Sabato 29 Agosto 2009 13:30 Un gruppo di 7 donne, tutte docenti precarie con oltre 10 anni di insegnamento alle spalle, sono salite sul tetto del provveditorato agli studi di Benevento per iniziare un'occupazione ad oltranza per protesta contro i tagli della riforma Gelmini.

"Contro il più grande licenziamento di massa. 20000 in Italia, 500 a Benevento. Vogliamo un futuro": così recita lo striscione calato dal tetto dell'edificio.
Le donne del "Comitato Insegnanti Precari" hanno installato un gazebo sul tetto per proteggersi dal caldo soffocante ed hanno scorte alimentari sufficienti per resistere per diverse settimane.
Hanno già annunciato l'intenzione di resistere ad oltranza fino a quando non verranno risposte: "faremo come gli operai dell'Innse, scenderemo da qui solo quando avremo una risposta concreta contro i licenziamenti e la disoccupazione" afferma Elvira, una delle insegnanti sul tetto.
Il presidio permanente, promosso da diversi giorni all'esterno dell'Ufficio Scolastico Provinciale, si è così trasformato di fatto in un sit-in di solidarietà con le insegnanti sopra il tetto: altre decine di docenti, insieme agli attivisti del centro sociale Depistaggio, militanti del sindacalismo di base, stazionano fuori l'edificio, anche per dissuadere eventuali azioni repressive da parte delle forze dell'ordine.
L'obiettivo è coinvolgere le centinaia di insegnanti che in queste ore si accalcano presso gli uffici per l'imminente pubblicazione delle graduatorie provinciali.
Oggi pomeriggio alle ore 17 le insegnanti del CIP terranno una conferenza stampa sotto il provveditorato, dove con il megafono avranno la possibilità di intervenire anche le occupanti dal tetto. Alle ore 18 il programmato incontro con il sindaco e la giunta comunale di Benevento si svolgerà necessariamenti sul tetto dell'edificio.

COMITATO INSEGNANTI PRECARI SANNITI

per ulteriori informazioni: 3346976405 (Daniela Basile, una delle insegnanti del CIP sul tetto)

giovedì 27 agosto 2009

Ma la crisi non era finita?


27 ago. 2009
Intorno alle 20 i Lavoratori in occupazione alla LAMSE sono saliti sui tetti

27 ago. 2009
I compagni ancora ai cancelli della BULLERI di Cascina


25 ago. 2009
Ieri notte, alla LAMSE, azienda dell’indotto FIAT di Melfi di fronte alla decisione dei lavoratori di occupare la fabbrica in seguito al licenziamento di tutte le maestranze da parte dell’azienda, un guardiano privato dell’azienda stessa ha minacciato i lavoratori puntando verso di loro la pistola ed esploso numerosi colpi d’arma da fuoco. I lavoratori, non si sono fatti intimidire e hanno occupato comunque la fabbrica in difesa dei posti di lavoro.

24 ago. 2009
Lunedì i lavoratori e le lavoratrici della LAMSE hanno occupato la sede della Confindustria.


15 ago. 2009

7 lavoratori dell'ACR che prestano servizio come guardie giurate si arrampicano sul colosseo contro i licenziamenti.

14 ago. 2009
I compagni della INSE dopo 9 giorni di lotta scendono vittoriosi dal carroponte sul quale erano saliti per difendere la dignità del lavoro contro la becera speculazione di un padrone tra tanti.



venerdì 7 agosto 2009

NO PONTE!

SABATO 8 AGOSTO 2009 MANIFESTAZIONE CONTRO IL PONTE
ORE 18 PIAZZA CAIROLI MESSINA




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